Ad oggi sono 26 le medaglie vinte dall’Italia, domenica si chiude Milano Cortina 2026, XXV edizione dei giochi olimpici invernali, con l’evento “Beauty in Action” che si terrà all’Arena di Verona, e grazie anche alla presenza degli 800 volontari, stimati dal quotidiano L’Arena, parte delle 130mila candidature arrivate. Un numero che va oltre ogni attesa e che ha permesso di coinvolgere nelle Olimpiadi diffuse 18mila volontari totali grazie al programma Team26, cui Vita dedica un ampio articolo.
Verona, già aveva ospitato in apertura il passaggio della fiaccola olimpica, dal Garda alla Valpolicella toccando 10 Comuni in 20 tappe per approdare il piazza Bra, e con i suoi tedofori aveva voluto farsi portatrice dei valori di unione, coraggio, fratellanza, senza confini né barriere.
Valori che verranno ribaditi con ancora più forza ospitando, sempre in Arena, lo spettacolo di apertura per le Paralimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, venerdì 6 marzo. L’evento, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, prende il nome di “Life in Motion” e sarà la prima cerimonia paralimpica a svolgersi in un sito UNESCO, dove verranno ospitati settemila persone sugli spalti, tra le quali sono annunciati (ma non confermati) una sessantina di capi di Stato, che assisteranno a esibizioni artistiche, danza, musica, per rendere omaggio alla vita, al cambiamento, all’inclusione.
Poi i giochi: fino al 15 marzo saranno 700 gli atleti impegnati, che si confronteranno in sei discipline per un totale di 79 eventi che assegneranno medaglie.
Nel frattempo, fino all’8 marzo, è già aperta “I Giusti nello sport”, mostra che racconta le storie di atleti e atlete che, in epoche e contesti diversi, hanno scelto di non voltarsi dall’altra parte, rischiando carriera, libertà e talvolta la vita per difendere i diritti umani. Promossa da Fondazione Gariwo e realizzata con il fotografo Gabriele Stabile, si tiene a Casa Verona, spazio di incontro tra sport, cultura e comunità che già ha ospitato lo scorso 3 febbraio il convegno “Paralimpiadi. Grande sport una importante opportunità di inclusione”. È possibile ascoltare le bellissime testimonianze degli atleti coinvolti rivedendolo su You tube nel canale del Club per l’UNESCO di Verona, che ne è stato l’organizzatore con il Comune di Verona.
In tutto ciò, il tema della sostenibilità dei grandi eventi come le Olimpiadi. Per chi si è fatto qualche domanda, senza bisogno di scomodare sabotatori, segnaliamo che qualche dubbio lo ha affrontato anche il CAI, lo storico Club Alpino Italiano che ha a cuore il bene delle montagne, che nel numero di gennaio de La Rivista ha raccolto le Voci dal territorio, dando comunque spazio a ciò che rappresenta Un’opportunità da non perdere nella visione di Flavio Roda presidente FISI, affrontando i temi del cambiamento climatico, impatto delle strutture, dialogo con il territorio, visti da prospettive diverse, pur condividendo l’amore per la montagna.
Ma torniamo allo sport, alle Paralimpiadi e al loro senso, con le parole di Federico Crosara, atleta paralimpico veronese che, con FITER Federazione Italiana Tenni Tavolo ci ricorda che «ospitare eventi paralimpici significa toccare con mano certe tematiche. Questo porta consapevolezza e aiuta ad abbattere barriere che spesso sono più mentali che strutturali. Un’occasione unica per crescere. Non solo come città organizzatrice, ma come comunità. Perché le Paralimpiadi non cambiano solo gli spazi, ma anche le persone».
Ci torna alla memoria l’intervista che avevamo fatto a suo padre, Franco, fondatore e presidente di Tennistavolo Verona GALM APS, in cui ci spiegava che «chi ha una lesione midollare non può fare a meno dello sport, per il potere benefico, per come fa sentire accettati, apprezzati, rispettati e per come concorra a far raggiungere l’autonomia personale – e che le persone con disabilità più motivate – hanno voglia di competere e raggiungere obiettivi andando oltre il proprio limite fisico – perché – nonostante quello che ti è successo, una qualità di vita la puoi avere, ma serve impegno».
E da qui la riflessione che tutti, qualsiasi sia la disabilità, motoria, sensoriale, psicologica/relazionale, dovrebbero poter vivere l’esperienza riabilitante dello sport, perché riabilita anche le relazioni. È così che promuovendo l’inclusione e l’accessibilità nello sport, i volontari dell’associazione hanno dato vita a Sport4all, uno sportello gratuito, un invito a credere nel potenziale di ogni persona, a sostenere le associazioni paralimpiche e promuovere una cultura sportiva, anche non agonistica.
Le Paralimpiadi negli anni hanno permesso di aprire uno sguardo diverso sul tema della disabilità, raccontare altre storie possibili, stimolare nuove sensibilità, abbattere pregiudizi.
E allora un po’ alla volta passa l’idea, anche nella stampa non specializzata, che «se noi riusciamo a organizzare intorno a noi in modo adeguato gli spazi, la disabilità sparisce» come hanno dichiarato a L’Arena Stefania Opipari e Adriano Martella, rispettivamente regista e direttore creativo dei due spettacoli per le cerimonie cui stiamo per assistere nell’anfiteatro romano.
Si accendano i riflettori!
Maria Angela Giacopuzzi
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