COME OTTENERE UN SERVIZIO GIORNALISTICO

Perché un servizio giornalistico è una buona opportunità da cogliere? Come si fa a vedere la propria associazione su un giornale, una radio o la TV locale? Come si fa a essere una buona fonte per un giornalista? Ecco qualche risposta e il supporto che ti serve.


Perché pubblicare servizi giornalistici su giornali, radio, TV locali

Ottenere un articolo su giornale (cartaceo o web) o un servizio su radio o TV è gratis e permette di raggiungere una vasta platea che con i soli canali dell’associazione (social e sito), non è possibile raggiungere. Non si tratta solo della quantità di persone, ma anche della qualità: i canali associativi sono seguiti dai fidelizzati, ma se si vuole intercettare persone nuove, bisogna agire dove si possono trovare nuove persone. È gratis perché i giornalisti sono sempre a caccia di notizie, ma serve un po’ di impegno per imparare a cosa sono interessati, come confezionare ciò che vogliamo divulgare e come proporlo. Qui ti spieghiamo come fare.


Pubblicare gratis: un articolo anziché inserzioni

Hai capito bene, la pubblicazione di un servizio giornalistico è sempre gratis, perché si è “ospiti” della testata a patto di avere qualcosa di interessante da proporre. È un sevizio ben differente dall’inserzione a pagamento.
Nell’inserzione, ad esempio in un quotidiano, decidi di acquistare uno spazio e chiedi un preventivo al commerciale della testata (non al giornalista), concordi la grandezza, il giorno di uscita, verifichi le bozze, lo paghi, e uscirai con una grafica; nel caso di un servizio giornalistico, uscirà un articolo (non una grafica), avrai più battute a disposizione per argomentare, sarà totalmente gratis, ma come “ospite” non potrai chiedere di intervenire sulle bozze. L’inserzione è percepita dal lettore come pubblicità, il servizio giornalistico eleva il contenuto a notizia che la testata ritiene meritoria di essere pubblicata. In realtà esiste una terza opportunità, che nei quotidiani si vede ad esempio negli inserti, i publiredazionali: confezionati con l’aspetto di un articolo, hanno diritto di correzione sulla bozza, vengono pubblicati su spazi a pagamento nella cui pagina è chiaramente indicato che si tratta di pubblicità.
In questa pagina ti spieghiamo come ottenere un servizio giornalistico gratuito, contattando giornalisti e le loro redazioni.


Come entrare in contatto con un giornalista

Forse hai un amico giornalista cui presentare la tua notizia, buon per te. Però potrebbe non occuparsi del settore giusto. Se lo hai, in ogni caso pubblicherà nella sua sola testata. Qui ti vogliamo spiegare come entrare in contatto con più testate e vedere la tua notizia su differenti giornali, radio, TV. Per cominciare hai bisogno di conoscere lo strumento principe che ti permetterà di presentarti, in modo credibile, con la tua notizia e chiederne la pubblicazione: il comunicato stampa. Poi un po’ alla volta diventerai una buona fonte per una testata: appartieni a un’associazione competente e ricca di informazioni, puoi apprendere come farla percepire affidabile, capace di proporre un contenuto con la giusta “confezione”, rapida quando i tempi sono stretti.


Cos’è il comunicato stampa, a cosa serve

Ė il format con il quale si confezionano e trasmettono le notizie ai giornalisti. Ė breve ed efficace, in ciò sta la sua complessità. Ė un testo scritto, composto da un titolo, un sottotitolo o sommario, il contenuto vero e proprio, i contatti di chi lo emette, il luogo e la data d’invio.
Alle associazioni serve per informare gli organi di stampa su attività, progetti, iniziative, eventi, avvii di campagne per la raccolta fondi o ricerca volontari, prese di posizione e opinioni, favorire nella cittadinanza la conoscenza di temi, la consapevolezza, permettere stili di vita migliori, e come conseguenza, va da sé, aumentare la notorietà e la reputazione dell’associazione.
Lo crea quindi chi ha una notizia da diffondere perché arrivi alla collettività attraverso giornali, radio, televisioni e siti Internet...
Il comunicato stampa dà chiarezza puntuale a un contenuto, attraverso un testo che propone informazioni salienti, permettendo alla redazione che lo riceve di riflettere sul suo contenuto, contattare eventualmente l’emittente per chiedere maggiori informazioni, e quindi riproporlo, anche elaborato, agli utenti finali (lettori, fruitori di radio e televisione, navigatori del Web) oppure di partire da questo per affrontare il tema e realizzare un proprio articolo.
Ė importante redigerlo con attenzione poiché da una parte rappresenta chi lo emette, dall’altra è grazie alla sua funzionalità che si gioca la relazione tra giornalista e addetto stampa dell’associazione (colui che ne tiene i rapporti).


Chi si occupa del comunicato stampa

A questo punto ti dovrebbe essere chiara l’importanza del comunicato stampa, perché usarlo e quali porte apre. Forse ti starei chiedendo come procedere.
Se la tua associazione ha qualche soldo da investire in comunicazione, può appoggiarsi a un’agenzia che effettua servizi di ufficio stampa oppure a un libero professionista.
Se invece può contare su soci volenterosi, un po’ alla volta quella dell’addetto stampa è una funzione che si può imparare. Ma ti diamo subito un avviso: non è un ruolo da passare di mano in mano a volontari diversi, fate una riunione in associazione e decidete chi sarà l’addetto stampa dell’associazione, sia perché ci sono know how che una volta appresi non devono andare persi, come anche uno storico da tenere a memoria, sia perché l’addetto stampa, volta dopo volta, maturerà con i giornalisti un rapporto di conoscenza e fiducia preziosissimo che non può essere buttato a ogni turnover. Una buona capacità di scrittura e di tenere relazioni è indispensabile.
Inoltre, per la buona riuscita dell’attività, è necessario che la dirigenza dell’associazione, cui spetta la responsabilità di cosa comunicare e cosa no, abbia una buona comunicazione con il proprio addetto. Ė indispensabile che i tempi di consultazione fra governance e addetto stampa siano rapidi poiché i tempi con i giornalisti sono estremamente veloci.
In questa pagina diamo, all’aspirante addetto stampa, le basi per iniziare. Nessuna paura, non si tratta di un’attività a tempo pieno, ma di un ruolo da svolgere all’occorrenza (alcune volte l’anno). Serve un po’ di impegno per imparare a confezionare un comunicato stampa e capire come proporlo, qui spieghiamo come fare e, una volta preparata una bozza, si potrà chiedere una consulenza al CSV per una valutazione o per sapere come procedere.


Quando usare il comunicato stampa

Lo si usa quando si ha veramente necessità di comunicare qualcosa, quando c’è una notizia, intesa come novità, da dare. Non va utilizzato per il semplice desiderio di avere visibilità senza proporre un contenuto di rilievo, poiché in questo modo si rischia di essere bollati come fonte poco interessante (è un rapporto che inizia con il piede sbagliato).
Prima di emettere un comunicato stampa bisogna chiedersi se quella che l’associazione ritiene una notizia è realmente interessante per la cittadinanza (quindi per i giornalisti), in che modo quell’informazione cambia le cose per chi è al di fuori dell’associazione. Questa riflessione aiuta a uscire dall’autoreferenzialità. Va cioè messo in evidenza il modo in cui la notizia che si vuole dare aiuta le persone.
Se possibile, è utile allacciare il nostro messaggio all’attualità o alla cronaca locale: cosa succede in città o nel mio territorio, in che modo quello che ho da dire si aggancia, posso “cavalcare l’onda” oppure contestare (se a disposizione ci sono motivi per farlo).
Sicuramente un buon momento per emettere un comunicato stampa può essere in occasione delle giornate celebrative. Cerca quella o quelle più affini all’associazione e confeziona un comunicato stampa o più comunicati stampa da emetterete in date differenti. È un buon momento perché le giornate celebrative accendono i riflettori su uno specifico tema ed è l’occasione per l’associazione di diventare una buona fonte per i giornalisti. Leggendo Un trucco per non farsi dire di no puoi trovare un approfondimento.


Come agganciare il lettore

Ti sarà capitato, come associazione, di iniziare una presentazione (scritta o verbale), partendo dal vostro nome per poi fare l’elenco delle cose che fate (chi siamo, cosa facciamo). Solo a volte, in ultimo, probabilmente avrai spiegato perché lo fate. È l’ordine di esposizione che viene più spontaneo.
In realtà se una persona si attiva, donando, diventando volontario, dando qualsiasi altro supporto, lo fa perché condivide le motivazioni, perché è stato agganciato dalla stessa spinta che spinge i volontari dell’associazione, si identifica in desideri, emozioni, necessità. Prova quindi a invertire l’ordine e a dare subito conto di ciò che motiva l’associazione (che poi è anche la sua vision), di quale problema o bisogno concreto sul territorio vuole farsi carico e perché, in questo modo l’associazione sarà più vicina alle persone. Solo dopo potrai spiegare come, in che modo realizza questo suo “sogno” (ovvero la mission), in fine potrai snocciolare nello specifico le attività. E per ultimo, fare la call to action ovvero indicare a chi ascolta o legge cosa può fare insieme all’associazione per dare supporto.
Analogamente se il tuo comunicato stampa tratta un evento pubblico, non limitarti a fare l’elenco degli appuntamenti, apri il comunicato spiegando quale è il problema cui vuole rispondere, su cosa vuole sensibilizzare.
Questa immagine ti può essere di aiuto, è il Golden Circle di Simon Sinek.


Hai una buona storia? Usala!

Come abbiamo spiegato in Raccontare storie per coinvolgere, le storie sono potentissimi strumenti di memoria, ci aiutano a tramandare valori e obiettivi perché permettono a chi ascolta o legge di simpatizzare ed emozionarsi, facendo proprio il messaggio. Sicuramente nella tua associazione ci sono delle belle storie da raccontare, capaci di scaldare. Usale, ti aiuteranno a creare coinvolgimento e i giornalisti, locali e nazionali, ne sono sempre a caccia. Anche CSVnet, Redattore Sociale e Buone Notizie, spiegano il perché del valore delle storie, dando 16 utili consigli per raccontarle a un giornalista, che ti saranno utili per capire come trattarle.
E se la storia non ha proprio il classico lieto fine, ti sarà di aiuto per attivare le persone e chiedere supporto.
A questo punto hai bisogno degli aspetti più tecnici, clicca il pulsante arancio, troverai una guida pratica gratuita per redigere il tuo comunicato stampa, esempi con vari comunicati, come inviare il comunicato stampa.
La tua associazione emette già comunicati stampa, forse è pronta per convocare una conferenza stampa.


Cos’è una conferenza stampa

Ė la convocazione congiunta di giornalisti di differenti testate per dare loro unitamente una comunicazione che merita uno spazio maggiore di un comunicato e offra l’opportunità di spiegare a voce, anche attraverso interviste, i contenuti che si intendono trasmettere. Va utilizzata solo se si deve esporre un contenuto di respiro al quale si voglia dare più forza: progetti, iniziative, eventi. Se convocata per temi che interessano il territorio, magari con interlocutori di norma non facilmente intervistabili, ha più appeal. Va convocata in particolare se si offre ai giornalisti la possibilità di incontrare persone afferenti a realtà diverse, non appartenenti quindi alla sola associazione, che difficilmente il giornalista riuscirebbe a radunare da sé. Il suo utilizzo non va sprecato in argomenti poco rilevanti, sia per non perdere la fiducia dei giornalisti, sia per non trovarsi con la sala vuota.
Se vuoi capire come funziona una conferenza stampa e trovare suggerimenti su come organizzarla, dove, con quali tempistiche, clicca sul pulsante arancio e troverai la guida.


Come è andata: fare monitoraggio. A cosa serve la rassegna stampa

Una volta che hai emesso un comunicato stampa o indetto una conferenza stampa, vorrai sapere se il vostro sforzo è stato utile, come e quanto si è parlato di voi, chi ha “passato” la notizia e chi no per capirne i motivi. Come fare? Si fa monitoraggio con la rassegna stampa.
Cosa significa rassegna stampa, come si fa: consiste nella raccolta di articoli tratti da quotidiani, periodici, riviste, siti Internet e passaggi radio e televisivi, che testimoniano la riuscita della comunicazione e documentano come questa sia avvenuta, se in modo positivo o con criticità che possono essere migliorate. Consente inoltre di raccogliere materiale riutilizzabile per una successiva presentazione promozionale delle iniziative svolte a potenziali partner. Va raccolta in modo che sia visibile la testata, la data di pubblicazione, eventualmente la pagina nel caso della carta stampata. Puoi fare la rassegna stampa tenendo d’occhio le testate cui sai di aver inviato il comunicato stampa.
Uno strumento gratuito in aiuto per il solo web è Google Alert, nel quale puoi impostare parole chiave (come il nome della tua associazione) e ricevere periodicamente delle notifiche.


Cliccando sul pulsante arancio risolverai i tuoi dubbi su come intercettare le testate giornalistiche, conoscerai le regole basilari e qualche trucco del mestiere per redigere e inviare un comunicato stampa, con qualche esempio, capirai che cos’è una conferenza stampa, cosa fa un ufficio stampa e a cosa serve. Scarica Redazione di un comunicato stampa. Rapporti con testate e giornalisti a cura di Maria Angela Giacopuzzi, Ufficio Comunicazione CSV di Verona.



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